L’attività di scavo è, senza dubbio, una delle operazioni più frequenti all’interno di un cantiere edilizio.
Si tratta, infatti, di lavori indispensabili ai fini delle successive attività, poiché permettono agli operatori di trasformare il terreno in base alle proprie esigenze.
Solo in rare occasioni, invero, il suolo che ospiterà la costruzione si presenta già utilizzabile, mentre il più delle volte è la ditta incaricata dei lavori a dover fare il possibile affinché lo spazio rispetti i requisiti richiesti dalla progettazione. 
Invero, quando l’area da edificare non è pianeggiante, gli addetti ai lavori hanno l’onere di modificare il naturale andamento del terreno e lo fanno attraverso degli scavi definiti di sbancamento.
Anche la LT Trasporti di Via Leonardo da Vinci n. 2, a Cucciago (CO), utilizza questa tecnica ogni volta che si manifesta un’eventualità di questo genere.


Una panoramica sulla procedura


Prima di capire se un’operazione frequente come quella dello scavo di sbancamento del terreno sia o meno soggetta al rilascio di un titolo abitativo edilizio, è bene analizzare, seppur in maniera generica, l’intervento di modifica in questione.

Si è già individuato l’ambito di collocazione della procedura di scavo, che si posiziona tra le operazioni di matrice edilizia, volte al ricondizionamento del terreno su cui deve sorgere un determinato manufatto.

Senza un corretto sbancamento, dunque, il resto degli interventi risulterebbe approssimativo, poco estetico e, soprattutto, funzionalmente scorretto, con ripercussioni serie per gli utilizzatori finali dell’edificio.

Proprio per questo, solitamente, la quota di scavo ha una profondità di 3 metri, una misura ben più profonda della quota di scavo originaria.

Inoltre, la tecnica dello sbancamento viene spesso utilizzata quando è necessario eseguire operazioni di scavo su di un terreno molto vasto.

Sempre con riferimento al terreno, si può dire che le caratteristiche naturali di questo possono influenzare, in maniera determinante, la scelta degli strumenti e degli attrezzi utilizzati dall’azienda incaricata.

Così, il professionista può scegliere fra mezzi meccanici, come le macchine escavatrici, o mezzi ad azionamento manuale, come i martelli pneumatici; solo nei casi di sbancamento più estremo, come quello rappresentato da un terreno troppo compatto o irraggiungibile, è concesso l’utilizzo di materiale esplosivo.


I permessi


In via preliminare è bene sottolineare che gli scavi di sbancamento del terreno, da eseguire all’interno di un perimetro sottoposto a vincolo, impongono alla ditta incaricata l’onere di richiedere, sempre, una specifica autorizzazione paesaggistica.

Detto ciò, è doveroso spendere due parole sul titolo abilitativo edilizio, quel particolare documento che consente al professionista di eseguire dei lavori di costruzione, modifica o manutenzione di un edificio.

A differenza degli scavi di natura agricola, lo sbancamento del terreno comporta una modifica della realtà fisica del posto, nonché una mutazione dei luoghi che può essere equiparata ad una procedura di ristrutturazione, operazione che, per legge, necessità dell’apposito titolo abilitativo edilizio.

Il motivo che ha spinto l’autorità normativa ad una simile richiesta è sostanzialmente legato al fatto che lo scavo di sbancamento, per sua natura, è un intervento che incide sul tessuto urbanistico del territorio, alterandone i tratti.

Al contrario, quando si procede con operazioni di scavo e sbancamento per usi prettamente agricoli, non è richiesto alcun titolo abilitativo edilizio.

La LT Trasporti, azienda specializzata nel movimento terra, propone ai clienti differenti servizi di sbancamento del terreno attraverso la rimozione di materiali, oltre ad un personale qualificato e in continuo aggiornamento sulle normative vigenti nel settore.

Contatta gli esperti al numero 031/4123840 per maggiori informazioni.